Salve sono Elisabetta Vellone un'esperta della mente umana. La passione per la psicologia ha abitato i miei sogni sin da bambina. Ero ancora nell’età dell’innocenza quando scoprii che le persone spesso soffrivano intimamente senza speranza, scoprii anche che altre persone si divertivano a procurare sofferenza al prossimo, scoprii che l’uomo, il così detto “creatura intelligente”, era incapace a governare se stesso e così decisi che la mia vita l’avrei dedicata ad aiutare la gente a trovare la via maestra, l’armonia e la gioia di vivere.
la dislessia sesta parte
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Riteniamo opportuno a questo punto operare un distinguo fra comportamento iperattivo (ansioso) del bambino dislessico ed altre forme dello stesso.
L’ansia si distingue in due diversi filoni paralleli: ansia dell’IO e ansia del disagio. La prima opprime il soggetto che avverte l’esigenza ossessiva di dare continuamente prova di se (io valgo, io sono capace, io sono amabile, io sono il meglio ecc.) ;
Non permettiamo che ci rubino la magia del Natale
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Amici, conoscenti e contemporanei si avvicina il Santo Natale e per un paio di giorni, nonostante la cruda realtà, saremo tutti si spera un pochino più buoni. Come ci stiamo preparando a questo santo evento è difficile anche solo immaginarlo
La dislessia Quinta parte
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Riteniamo doveroso a questo punto considerare un fenomeno delicato e importante, riguardo al bambino dislessico, che indubbiamente diventa il suo primo problema, poiché il piccolo si trova nella fase di sviluppo relativa alla formazione dell’IO e della identità personale.
I mali del secolo anche nel mondo dello sport: la gelosia
la dislessia quarta parte
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E’ in questo periodo autunnale che, contemporaneamente alla scuola dell’obbligo, ripartono i corsi delle varie discipline sportive. Per quanto riguarda le scuole del tennis, sempre più frequentemente in tempi di iscrizioni, si nota un movimento migratorio di allievi i quali si spostano da un circolo ad un altro, apparentemente senza motivo, anche se spesso il nuovo è meno facilmente raggiungibile dall’atleta e dal suo accompagnatore.
La concettualizzazione verbale consiste nel pensare con i suoni delle parole, differente da quella non verbale dove il soggetto pensa usando le immagini mentali dei concetti e delle idee proprio come accade nei bambini prima dell’acquisizione del linguaggio.



