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Psicologia del Benessere e della Salute
Pensando ai giovani nel tempo di Nadal
Pensando ai giovani nel tempo di Nadal
Pensando ai giovani nel tempo di Nadal
Da un po’ di tempo e sempre più spesso capita dialogando con giovani e ragazzi di percepire tra le righe del non detto il loro lamento anonimo; le frasi che fanno da denominatore comune sono sempre le stesse:
non lo so, mi piace, non ha senso, non ci credo, non mi va, non è possibile, non ci riesco, non ce la faccio, non serve a niente ecc. ….
Risulta facile condannare e giudicare definendoli viziati, privi di voglia di impegnarsi privi di spirito di sacrificio, pigri, superficiali, dediti allo sballo e al piacere facile come in effetti spesso accade aumentando così le distanze e i disagi interiori.
Però per dovere di coscienza in funzione di adulti responsabili dobbiamo ammettere il nostro contributo in questo deragliamento giovanile, poiché era compito degli adulti (dal genitore a tutte le figure autorevoli della società) educarli, e formali alla vita guidandoli con amore vero, rispetto, coscienza e sapienza. Ma troppi genitori, abbagliati da tanta fatua materialità, hanno da tempo delegato il nobile ruolo ignorando che non esiste il “genitore per delega”. La pandemia ha solo gettato legna su un braciere acceso da tempo. Quando un ragazzino si toglie la vita è un sintomo di fallimento dell’intera società.
Cari giovani, circa una settimana fa abbiamo visto un ragazzo di 35 anni, per altro affetto da una malattia grave per la quale si era operato al piede ad agosto 21 per l’ennesima volta e a dicembre aveva superato il Covid, lottare come un leone diventando leggenda del tennis mondiale. Si chiama Rafa ha due gambe, due braccia, una testa come tutti noi, come ognuno di voi, ma qual è il suo segreto? È semplice lui la sua testa ha imparato ad usarla; lui ha capito che significa saper VOLERE; lui sa incanalare l’energia nella direzione che decide! Lui padroneggia sé stesso. Ma allora se lo fa Rafa lo può fare chiunque basta volere, “volere è potere”. Non certo diventare leggenda del tennis, ma padroneggiare sé stessi si.
E allora, il primo passo è smettere di guardarsi intorno non ce molto da imparare e poco di buono da vedere; guardatevi dentro e cercate i tesori nascosti dentro voi stessi, i vostri talenti, le vostre passioni, ogni essere umano è un pozzo pieno di sorprese preziose, restate lucidi e cercate dentro di voi con amore e fiducia le vostre risorse certi di trovarle. Non vi stancate. Non vi arrendete. NON VI ARRENDETE.
Dott.ssa Elisabetta Vellone



