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elisabetta2018Salve sono Elisabetta Vellone un'esperta della mente umana. La passione per la psicologia ha abitato i miei sogni sin da bambina. Ero ancora nell’età dell’innocenza quando scoprii che le persone spesso soffrivano intimamente senza speranza, scoprii anche che altre persone si divertivano a procurare sofferenza al prossimo, scoprii che l’uomo, il così detto “creatura intelligente”, era incapace a governare se stesso e così decisi che la mia vita l’avrei dedicata  ad aiutare la gente a trovare la via maestra, l’armonia e la gioia di vivere.

Lavoro, libertà e schiavitù

Pubblicazioni - Pro-post@ Lavoro

La storia ci insegna che l’uomo da sempre ha lottato per liberarsi dalla schiavitù intesa come condizione in cui si realizza la negazione di ogni diritto umano e delle libertà fondamentali della persona. Nella condizione di schiavitù l’essere assume caratteristiche di “bene di proprietà dello schiavista” il quale decide a pieno titolo l’uso e la destinazione della propria merce; parallelamente lo/a schiavizzato si trova nella condizione di chi deve solo obbedire; obbedienza  passiva nella speranza di evitare il peggio. Sono stati necessari secoli di lotte e di impegno, ma finalmente possiamo dire che le conquiste sono grandiose e che la piaga vergognosa dello schiavismo è ridotta ai minimi termini nel mondo. L’uomo si è evoluto, ha preso coscienza, ha fondato la carta dei diritti, ha conquistato la libertà. Ora finalmente libero di esprimersi, manifestarsi, libero di agire...

 

Buon senso e Dignità

Pubblicazioni - Pro-post@ Lavoro

altSarebbe opportuno che nessun ambito sociale fosse penalizzato dalla carenza di “Buon senso e Dignità”, per il bene di tutti. L’essere umano ha risorse incredibili che lo rendono capace di sopportare qualunque difficoltà se come persona si sente considerato e rispettato. Nel mondo del lavoro in particolare, il valore della persona è spesso determinato dal suo potere o assenza di potere detta manovra, assumendo valore di negazione implicita del Se, è responsabile di piccoli e grandi attriti relazionali.

 

Genialità o depravazione di massa?

Pubblicazioni - Pro-post@ Lavoro

In tempo di crisi economica, nel nostro piccolo- grande paese, si possono sfogliare pagine sociali fra le più variegate. Una di queste, da prime posizioni, è la pagina della generosità dell’italiano; siamo fra i più fervidi in faccende di aiuti e solidarietà. Vedi il fenomeno raccolta di fondi per la ricerca, la solidarietà pro popolazioni disastrate; vedi le associazioni di volontariato pro disagiati ecc. .Altra pagina da primi posti è l’arte dello scandaloso: bambini abusati in seno alle famiglie, nei luoghi della formazione: asili, scuole, ambienti sportivi; cibi contraffatti o nocivi alla salute; appropriazioni indebite ad opera di personaggi di spicco. C’è poi la pagina della pubblicità: auto nuova per tutti, tecnologia ultimo grido per tutti, corpo giovane e bello per tutti, vacanze da sogno per tutti. C’è poi quella della povertà, con i poveri disoccupati, poveri perché sanno solo lavorare onestamente e se il lavoro non c’è possono solo impoverirsi; il povero fa la spesa al mercatino all’ultima ora perché gli scampoli della merce in esaurimento costano poco, si copre di abiti reciclati, usati, dismessi dagli agiati, qualcuno fa , per così dire, la spesa nei contenitori della nettezza urbana. E poi c’è la pagina dello sport, le griffe, gli stadi gremiti, i calciatori con stipendi miliardari, le scommesse, le partite pilotate. C’è la pagina delle nevrosi con gli attacchi di panico, l’insonnia, le depressioni, le cure dimagranti, la rabbiosità  sempre più operativa, si uccide con crescente disinvoltura e convinzione. C’è la pagina del divertimento con i night, la discoteca da mezzanotte all’alba, lo spinello, le pasticche, la cocaina, l’eroina, la birra ,i super alcolici il sesso libero con all’alba la coda di minorenni negli ospedali a prendere la pillola del giorno dopo. C’è poi una pagina molto impegnativa: trovare il modo per fare soldi se non si accetta di essere un “povero”.C’è il gioco legalizzato usufruibile in una miriade di forme, però ci vuole fortuna, c’è lo spaccio che non richiede neanche la maggiore età, c’è il traffico di sostanze, ci sono i furti e le rapine adatte anche per mini-gang, ci sono le truffe, c’è la prostituzione anch’essa senza limiti di età, attività, quest’ultima che non richiede investimenti, ne una sede specifica, ne una particolare preparazione. Del resto gli esempi in merito non mancano se una prostituta/o di alto rango riceve compensi fino a cinquemila euro a prestazione, perché no! Perché non farci un pensierino, in fondo non costa nulla e ti permette di avere i santi soldi in tasca! Questo è esattamente ciò che ha pensato Maria una delle tante marie o mario fra i nostri giovani. Maria ha 12 anni compiuti, frequenta la seconda media, figlia di genitori separati a scuola è sulla sufficienza, ma in effetti ha una mente geniale: lei con 15 euro “la fa vedere”, con trenta “la fa toccare”, con 50 “partecipa e condivide”. Questa giovanissima è davvero un genio dotata di capacità di problem solving, ha imparato dagli adulti esattamente tutto ciò che gli hanno insegnato, alla barba del lavoro e della crisi economica.

Elisabetta Vellone

 

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